Secondo una consolidata e suggestiva
tradizione, il nucleo originario di Nettuno sarebbe la mitica Neptunia, antichissima
città dedicata al dio del mare i cui presunti resti ancora affiorano, con
la bassa marea, nelle acque antistanti il Forte Sangallo. Il territorio era comunque
popolato fin dal Paleolitico ed è certamente verosimile che la romana Antium,
almeno in età imperiale, si estendesse fino a comprendere questa parte
del capo d'Anzio. Intorno al IX secolo, in seguito al definitivo abbandono
del porto d'Anzio sempre più esposto alle incursioni saracene, la popolazione
si concentrò sul promontorio dando vita all'insediamento medievale. Nell'XI
secolo era dei monaci dell'abbazia di Grottaferrata, che nel 1140 la dettero in
enfiteusi ai conti di Tuscolo. Nella seconda metà del XII secolo il senato
romano s'impossessò del territorio di Nettuno e nel 1220 lo cedette agli
Orsini, che lo ebbero ininterrottamente per due secoli fino a quando, nel 1426,
papa Martino V impose una permuta agli Orsini e lo assegnò al nipote, cardinale
Antonio Colonna. Durante il pontificato di Alessandro VI (1492-1503) il feudo
di Nettuno fu confiscato e assegnato al figlio del papa, il celebre Cesare Borgia,
detto il Valentino. A questi si deve la costruzione del Forte. Alla morte di Alessandro
VI Nettuno tornò ai Colonna fino al 1594, anno in cui fu acquistato da
papa Clemente VIII Aldobrandini che lo affidò alla Camera Apostolica. Nel
1831 fu venduto ai Borghese. Durante tutti questi secoli il paese era rimasto
un modesto borgo che, nonostante la sua posizione, viveva essenzialmente di agricoltura.
Dopo il 1870, collegata con una ferrovia alla capitale, Nettuno si sviluppò
rapidamente divenendo una rinomata stazione balneare. Tra il 1939 e il 1945
Nettuno fu unita ad Anzio in un unico comune con il nome di Nettunia. La II Seconda
Guerra Mondiale sconvolse tragicamente la vita di questi luoghi, che in seguito
allo sbarco alleato (22 gennaio 1944) e alla furiosa controffensiva tedesca subirono
pesanti distruzioni. Da quegli eventi è comunque rimasto un particolare
legame tra Nettuno e gli Stati Uniti d'America, che qui vollero costruire il cimitero
monumentale, dove riposano tutti i caduti americani della campagna militare che,
dallo sbarco in Sicilia, portò alla liberazione di Roma. Segno di questo
legame è anche la particolare passione dei Nettunesi per il baseball
, sport in cui la cittadina eccelle con numerosi trofei conquistati a livello
nazionale ed europeo. Negli ultimi decenni Nettuno ha subito una notevole
trasformazione divenendo non più solo una stazione balneare ma centro residenziale
dell'area metropolitana di Roma. Grande sviluppo ha avuto il terziario, favorito
dagli investimenti nel settore turistico come, in primo luogo, l'attrezzato porto
turistico capace di ospitare fino ad ottocento imbarcazioni.
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